Infiammazione cronica di basso grado: cos’è, come riconoscerla e come intervenire
- gianluca del bono
- 2 apr
- Tempo di lettura: 2 min

Negli ultimi anni si parla sempre più spesso di infiammazione cronica di basso grado (in inglese low-grade chronic inflammation).
A differenza dell’infiammazione acuta — evidente, dolorosa e temporanea — questa forma è silenziosa, persistente e sistemica. E proprio per questo può influenzare profondamente energia, metabolismo e benessere generale.
Cos’è l’infiammazione cronica di basso grado
Si tratta di uno stato in cui l’organismo mantiene un’attivazione costante ma lieve del sistema immunitario.
Non c’è un’infezione acuta né un trauma evidente, ma:
il sistema immunitario resta “attivo”
vengono prodotte continuamente citochine pro-infiammatorie
si crea un ambiente biologico meno efficiente
È una condizione subclinica, spesso non rilevata negli esami standard, ma con effetti concreti nel tempo.
Cosa dice la scienza
Uno dei lavori più citati su questo tema è:
Hotamisligil GS, 2006“Inflammation and metabolic disorders”Pubblicato su Nature
Questo studio ha evidenziato il legame tra:
infiammazione cronica
metabolismo
obesità e insulino-resistenza
Introducendo il concetto di infiammazione come base di molte condizioni croniche.
Sintomi principali
L’infiammazione cronica di basso grado non dà segnali eclatanti, ma si manifesta con una serie di sintomi diffusi:
Sintomi sistemici
stanchezza persistente
calo di energia
sensazione di “non recuperare”
Sintomi muscolo-articolari
rigidità (soprattutto al mattino)
dolori diffusi
tensione muscolare
Sintomi cognitivi
difficoltà di concentrazione (brain fog)
sonno non ristoratore
irritabilità
Sintomi metabolici
difficoltà a dimagrire
(scopri come la PBM ti può aiutare https://delbonogianluca.wixsite.com/massoterapia/post/pbm-e-dimagrimento-cosa-dice-davvero-la-scienza)
accumulo addominale
fame irregolare
È spesso il quadro di chi dice:“Non ho una malattia precisa, ma non sto bene.”
Da cosa è determinata (eziologia)
L’infiammazione cronica è multifattoriale. I principali fattori coinvolti sono:
Alimentazione
eccesso di zuccheri e alimenti processati
squilibri glicemici
Sedentarietà
ridotta attivazione muscolare
peggioramento del metabolismo
Stress e sonno
aumento del cortisolo
alterazione dei ritmi biologici
Sovraccarico metabolico
sovrappeso
insulino-resistenza
Disbiosi intestinale
alterazione del microbiota
aumento permeabilità intestinale
Come può aiutare la fotobiomodulazione (PBM)
La fotobiomodulazione si inserisce in questo contesto come strumento di regolazione biologica.
Meccanismo d’azione
Uno dei riferimenti principali è:
Hamblin MR, 2017“Mechanisms and applications of photobiomodulation”AIMS Biophysics (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5523874/)
La PBM agisce su:
mitocondri → maggior produzione di ATP
ROS → regolazione dello stress ossidativo
vie infiammatorie (NF-κB)
Effetto finale:
meno citochine pro-infiammatorie
miglior equilibrio cellulare
Effetti sulla infiammazione cronica
In questo contesto, la PBM può:
ridurre lo stato infiammatorio di fondo
migliorare l’efficienza energetica cellulare
favorire il recupero
migliorare la percezione di energia e benessere
Non è una terapia “specifica” per una malattia, ma un modulatore del terreno biologico
Cosa è importante chiarire
la PBM non sostituisce altri interventi (alimentazione, movimento, gestione stress)
non è una soluzione unica
i risultati dipendono da costanza e personalizzazione
Approccio integrato
Il modo più efficace di intervenire è combinare:
movimento
alimentazione
gestione dello stress
fotobiomodulazione come supporto biologico
Conclusione
L’infiammazione cronica di basso grado è una condizione diffusa, spesso invisibile ma profondamente impattante.
Intervenire significa:
non spegnere un sintomo
ma riportare l’organismo in equilibrio
Scopri come la PBM ti può aiutare nello studio di Massoterapia di Rivergaro (PC)




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